Affilatura e tagli imprecisi cosa sapere sulle lame per segatrici a nastro

Affilatura e tagli imprecisi: cosa sapere sulle lame per segatrici a nastro

Sin dalla loro introduzione sul mercato, le segatrici a nastro si sono rivelate un’aggiunta di valore inestimabile all’interno di qualsiasi officina per la lavorazione del legno. Non solo professionisti, ma ormai anche gli hobbyisti hanno potuto accedere a questi strumenti, in grado di ridurre la fatica del tagliare legno con precisione, ma che si trovano spesso a fare i conti con problemi legati a imprecisione, sdentatura e danni inaspettati alle lame. Alcuni brand che si occupano della produzione di lame per segatrici a nastro sono una garanzia per ottenere un buon prodotto, ma cosa rende una lama affidabile? Come la si distingue da un’alternativa più economica (e a volte neanche così tanto) ma molto più scadente? Cerchiamo di fare chiarezza su quali soluzioni sono state adottati dai produttori, sia per quanto riguarda le lame più classiche, che per la produzione delle lame industriali, le quali devono sopportare carichi di lavoro davvero elevati, senza “fallire” mai.

Innovazioni e soluzioni per la produzione di lame per segatrici a nastro

Gli avanzamenti tecnologici in ambito di produzione di lame a nastro per il legno sono stati fondamentali. Grazie al miglioramento dei materiali e delle tecniche di lavorazione, oggi è possibile effettuare tagli precisi senza doversi preoccupare troppo della dentatura. Tuttavia, rimane necessario saper valutare i parametri per scegliere un prodotto. Iniziamo cercando di capire i fattori di misura e spessore. Riguardo la lunghezza, la regola è che la misura giusta è quella che riduce la fatica del tagliare, soprattutto per quanto riguarda i lavori di precisione. La larghezza è invece un parametro che calcola la distanza fra la punta del dente sulla lama e il nastro alla sua base, in altre parole il vero “corpo”. Non tutte le lame vanno bene con le varie seghe a nastro presenti sul mercato, quindi è bene consultare le dimensioni consentite dallo strumento di cui si sta facendo uso. Lo spessore viene distinto dalla larghezza in quanto misura lo spazio che va da un lato all’altro delle lame: tagliare un pezzo di legno molto grande con un accessorio sottile potrebbe portare ad una pericolosa rottura della dentatura o della lama stessa.

Dentatura e vibrazioni: cosa sapere

Nonostante la produzione di lame a nastro abbia permesso di migliorare la resa dei tagli anche per gli “artigiani amatoriali”, occorre sempre maturare la decisione di acquisto considerando la dentatura e la presenza di vibrazioni nel proprio ambiente di lavoro. La dentatura è un parametro che sul mercato viene diversificato in tipologie “costanti” e “variabili”. Quelle costanti hanno una distanza, appunto, sempre uguale per tutta la lunghezza della lama, mentre le seconde variano queste misure, per produrre tagli particolari e diversi. In primo luogo va valutato il legno su cui si lavorerà: una dentatura eccessivamente spaziosa rallenta il taglio di legno duro e porta a rotture e danneggiamenti inaspettati della lama. Le dentature fitte, invece, sono scarsamente indicate per pezzi di legno sottili: l’eccessiva potenza di taglio potrebbe produrre durante il taglio crepe e addirittura spezzare di netto il legno che si sta lavorando, finendo anche con il danneggiare la lama a causa dei trucioli. Un altro discorso è invece quello delle vibrazioni. Vibrazioni eccessive finiscono il rompere inevitabilmente ciò che si sta provando a tagliare, o persino eseguire tagli imprecisi, a causa proprio del continuo “spostarsi” del pezzo. La dentatura e la stradatura sono entrambi parametri che aiutano. I materiali più duri richiedono forme particolari, come quelle a K o a P. Ultima menzione: la stradatura, che stabilisce la sporgenza della dentatura, aumentando lo spazio a disposizione per il taglio e riducendo l’attrito. Possiamo distinguere stradature standard e ondulate: nelle prime c’è l’intervallo di denti destra-sinistra-nullo, dove la sporgenza dritta mantiene fermo il pezzo lavorato mentre le altre due eseguono il taglio. Nelle stradature ondulate i dentini senza curvatura sono 3, con un intervallo di destra-nullo-nullo-nullo-sinistra. Il loro utilizzo è indicato per i legni più duri. In conclusione, è necessario saper scegliere un buon prodotto per lavorare con cura: i balzi tecnologici di questi anni hanno davvero creato la differenza fra una lama di qualità e un accessorio economico, poco affidabile e pericoloso.