Come conservare fattura elettronica il cassetto fiscale

Il cassetto fiscale e come conservare fattura elettronica

La conservazione delle fatture elettroniche avviene di norma all’Agenzia delle Entrate. Quando si parla di come conservare fattura elettronica (Savino Solution offre interessanti spunti in merito) non si può non citare il famoso ‘cassetto fiscale’. Ma cos’è esattamente, come funziona, e soprattutto è possibile incaricare il proprio commercialista ad agirvi? È quello che vedremo in questa guida.

Per cassetto fiscale si intende uno spazio, naturalmente virtuale, che l’Agenzia delle Entrate mette al servizio dei contribuenti. Si tratta di un account al quale accedere per prendere visione dei propri dati fiscali. In questo caso ne trattiamo in relazione alle fatture elettroniche, ma in tale cassetto si trovano anche i contributi versati, le tasse pagate, gli eventuali ravvedimenti corrisposti e tutto quanto riguarda il rapporto del cittadino con il fisco. Qui si trovano anche, come abbiamo detto, le fatture elettroniche ricevute od emesse.

Come usare il cassetto fiscale

La prima cosa da spiegare, è come usare questo spazio che l’Agenza delle Entrate ci mette, gratuitamente, a disposizione. Non si può accedere come si farebbe ad una casella di posta. Si tratta di un account governativo, e quindi si deve essere in possesso di credenziali fornite dall’Agenzia stessa.

Si tratta dello SPID, cioè dell’identità digitale, o della Carta Nazionale dei Servizi o infine dei dati di accesso di Entratel o di Fisconline, e questo varia a seconda che si sia un privato cittadino, un’impresa o un commercialista con delega. Lo SPID infatti è messo a disposizione delle persone fisiche che volessero, ad esempio, consultare le fatture ricevute o i contributi a loro carico. La CNA va chiesta alla Camera di Commercio, e quindi riguarda le imprese.

Come fare delega al proprio commercialista

A proposito di commercialisti, l’imprendiotre che già ha dato mandato ad uno studio tributarista per la contabilità, potrebbe volergli dare anche la delega per la consultazione del suo cassetto fiscale. Nulla di più semplice. Chi ha una partita Iva, quindi un libero professionista o il titolare di una ditta, può delegare un altro professionista autorizzato che gestirà per conto suo i dati.

Dovrà essere naturalmente l’intestatario del cassetto fiscale a fare domanda e a compilare la relativa delega, in modo che poi il suo commercialista (o alto soggetto scelto) possa a sua volta consultare i dati. A far data dalla norma del 2013, nella delega vanno inseriti:

  • i dati della società
  • il nome del legale rappresentante
  • i dati personali nel caso di un libero professionista
  • la partita Iva
  • il codice fiscale
  • la sede legale.

Una volta compilata la delega, la stessa può essere conferita in vari modi. Il soggetto che delega, quindi ad esempio il titolare della ditta, dovrà comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati della delega, previo accesso autenticato nel’area riservata del portale. In alternativa, il delegante potrà consegnare ‘brevi manu’ la delega in uno degli uffici sparsi sul territorio dell’Agenzia delle Entrate. Infine, potrà dare la delega al commercialista che l’attiverà nella sua propria area nel sito dell’Agenzia delle Entrate.

Attenzione infine al buon fine della pratica. Non è sufficiente infatti consegnare la delega per essere certi che il commercialista potrà accedere al cassetto fiscale. Si dovrà ricevere presso il proprio domicilio (o sede legale in caso di ditta), un codice. Se così non fosse la delega non sarà andata a buon fine. In questo caso ci si deve rivolgere all’Agenzia che attiverà, previo controllo, l’area dedicata.